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  • Laura

“Ma la friggitrice ad aria, ce l’hai?”.



Breve resoconto di una domenica mattina al mare (la mia) che, senza volerlo, è stata occasione di una breve analisi di mercato.

Mentre ero in acqua nel mare di Gallipoli, vuoi per il volume delle voci vuoi per l’enfasi delle quattro donne protagoniste, non ho potuto fare a meno di ascoltare un concitato confronto sul far la spesa intelligente.

Dove e quando comprare, in che giorni, in che paesini, in che supermercati (le offerte dettano ancora legge).

Che pasta acquistare e perché (valore percepito di marca).

Il mais è buono anche dal discount, così come tanto altro scatolame.

Così a seguire una fitta serie di massime che fanno scuola di vita per la "casalinga che non deve chiedere mai" che affermavano che i canali di comunicazione tradizionali (TV, affissioni, volantini delle offerte) hanno ancora un loro perché.

Fino a quando, la più giovane del gruppo non ha sparigliato le carte, tirando in ballo il desiderio di tutte: la friggitrice ad aria.

Un argomento caldo almeno quanto il clima afoso che si respirava in spiaggia che ha sfoderato conoscenze web degne di un esemplare di generazione Z.

Recensioni, prezzi comparati, performance e prestazioni: un mondo di informazioni acquisite grazie ad Amazon, terreno noto almeno quanto il discount sotto casa.

Morale della favola?

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La friggitrice ad aria è una figata che vale l’attesa del Black Friday, ma per le pittole l’aria non basta, devi sempre far fumare l’olio!



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